Gaetano Vilnò un grande pericolo per le lobby

L’ANSA lo chiama Avvocato Gaetano Vilnò ANSA,

Altri Dottore altri Ragioniere,ma chi è veramente il fondatore di DECIBA?

Fondamentalmente è un Manager, Diploma in Ragioneria, Tre Anni di Psicologia Università di Parma vari riconoscimenti e Una Laurea AD HONORIS CAUSA in scienze della Comunicazione .

Sono Molti a definirlo “Il Massimo esperto Italiano nel Diritto Bancario”

blastingnews, ANSA, News You NG, Disinformazione Bancaria.

Il Grande miracolo del Dott.Vilnò è stato non ragionare da Avvocato, dopo 9 anni di esperienza come Agente in Attività Finanziaria e la sua grande esperienza nel Marketing è riuscito a portare al grande pubblico argomenti fino a poco tempo fà sconosciuti. Usura, Anatocismo, controlli bancari, grazie a lui sono nati anche strutture e professionisti che oggi si profondo nel “mercato” del controllo bancario.
I Suoi Tutorial hanno raggiunto MILIONI DI PERSONE, per la prima volta la Rai e i Media Nazionali hanno parlato dei risultati ottenuti. Primi in Italia ad avere ottenuto la sospensione per usura di un pignoramento di una casa,primo ad avere richiesto all’arbitro bancario il rimborso per le cessioni del quinto dello stipendio rinegoziate o estinte anticipatamente, primi con fans nel web.
Non ha mai accettato compromessi, ha rifiutati accordi con grosse Società e ha sempre portato avanti un solo DIRITTO, il cliente.
La sua preparazione è Manageriale, perito, matematico, negoziatore, ogni settimana milioni di persone ricevono informazioni grazie alla vasta rete di informazione da lui gestita.

“Noi dobbiamo controllare la banca non il contrario” Questa la sua frase più celebre, le Aziende non conoscono il potenziale del CONTROLLO BANCARIO, purtroppo gli stessi professionisti interni alle aziende non informano gli imprenditori. Alcuni parlano dell’appartenenza al famoso gruppo Anonymous,quello che vediamo è che da oltre 10 anni mette la faccia in tutto ciò che fà, sono stati caricati oltre 1000 ore di video dove con pazienza ogni giorno spiega come difendersi.

Possiamo tranquillamente dire che se ci fossero più Vilnò le lobby avrebbe vita molto difficile.

Ulteriori informazioni

DECIBA, DECIBA Professional

Fonte: Disinformazione Bancaria

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FRANKFURTER ALLGEMEINE ZEITUNG: ”L’ITALIA VA CURATA DA NOI TEDESCHI COL PUGNO DI FERRO CONTRO L’EGOCENTRISMO ITALIANO”

BERLINO – La stampa italiana non ne parla, ma quella tedesca invece lo mette in prima pagina sul principale quotidiano di Germania, l’autorevole Frankfurter Allgemeine Zeitung: “E’ il momento di ripensare il rapporto coi politici italiani, così non si può continuare”.

Lo scrive oggi la Frankfurter Allgemeine Zeitung in un editoriale intitolato “L’egocentrismo italiano”, che parte dalla proposta del candidato cancelliere della Spd, Martin Schulz, di aumentare i fondi tedeschi all’Unione europea, in quanto Berlino trae vantaggio dalla Ue. Niente di più sbagliato, secondo la Faz.

“Dal punto di vista di Roma cio’ ha l’effetto di una capitolazione di fronte alla retorica ricattatoria dell’Italia, che vuole piu’ soldi da Bruxelles e Berlino”, nota nell’editoriale il giornale. “Ogni accenno ai vantaggi della Germania rafforza al momento i politici italiani nei loro giudizi anti-tedeschi, che non hanno nessun fondamento” secondo il quotidiano che da sempre rappresenta la voce ufficiosa della cancelliera Merkel.

“La retorica anti-tedesca e anti-europea viene vista come portatrice di voti dai politici italiani come Renzi, Berlusconi, Salvini e Grillo – continua il duro editoriale -. Cio’ che viene propagato da questi leader e dai loro sostenitori suona assurdo dalla prospettiva tedesca. Ad esempio che solo la Germania avrebbe beneficiato dell’euro e la crescita italiana sarebbe ostacolata solo dall’austerity tedesca”.

“I politici tedeschi rispondono con parole diplomatiche, poche critiche e qualche elogio. Ma al posto di una superficiale diplomazia, conviene occuparsi piu’ a fondo dell’Italia e discutere molto di piu’ e piu’ approfonditamente degli argomenti sulle politiche economiche sbagliate dell’Italia”. Parole come pietre.

“Se gli italiani non vogliono guardare in faccia i fatti, allora devono essere altri a parlarne e a farglieli guardare. Soprattutto bisogna ricordare ai politici italiani che nel 1998, con l’ingresso nell’Unione monetaria, l’Italia e’ stata salvata dal default, cosi’ come nel 2011 tramite le garanzie per il debito italiano con nuovi fondi salva-Stati”.

Il fatto che l’Italia fosse in bancarotta nel 1998, però, è una vera e propria invenzione della Faz. Al contrario, il debito pubblico italiano era la metà esatta di quello di oggi e il potere d’acquisto della lira in Italia era il doppio di quello attuale con l’euro. Un esempio per tutti: il valore degli immobili. Sul finire degli anni Novanta, con 200 milioni di lire si acquistava il medesimo appartamento che con l’introduzione dell’euro verrà a costare 200.000 euro, che al cambio sono circa 400 milioni.

Ma la Frankfurter Allgemeine Zeitung non vuole guardare la verità e accusa: “Il Paese scivola verso una nuova crisi, con alti debiti, tassi che saliranno presto e un apparato statale e un sistema economico che necessitano di riforme e dal voto del 2018 non uscira’ probabilmente un governo in grado di agire. Con l’idealismo europeo di un Martin Schulz non e’ possibile purtroppo curare quest’Italia”.

La “cura” tedesca dell’Italia è un antico vizio che hanno a Berlino. E questo articolo chiarisce che la Germania vuole a tutti i costi devastare il nostro Paese riducendolo a una colonia piena di miserabili.

Fonte: Redazione Milano il Nord

Misds, peggio di euro e Ttip: se passa, si piange davvero

Ricordate il mio motto su Twitter? “La news che ti stravolge la vita è quella che scivola dietro l’ombra della news che tutti pensano che gli stravolgerà la vita”. Please welcome Misds. Paolo Barnard ve lo dice da anni. “Loro” non mollano mai, mai. Lavorano 24/24 e 7/7 coi migliori cervelli del mondo, e avevano capito da un pezzo che gli artigli dell’Eurozona si erano di molto consumati. Le mega corporations di tutti i settori – dalla finanza, all’alimentazione, ai servizi, alla Information Technology – si sono dette “The best days of the Euro-feasting are over. Must find a new way to fuck these States up again”, tradotto: i giorni migliori del banchetto-Euro sono finiti. Dobbiamo trovare un altro modo per fottere ’sti Stati, ancora. Il Ttip è per ora naufragato. L’uomo con le scarpe da 5.000 dollari a Wall Street, a Chicago, o a Francoforte ha per caso sollevato un sopracciglio? No. Lui lo sa benissimo che ciò che oggi i popoli rigettano ‘up-front’, gli rientra sempre dalla porta di servizio.

Ricordate la Costituzione della Ue? Rigettata nel 2005 da francesi e olandesi, rientra dalla porta di servizio nel 2007 col nome di Trattato di Lisbona. Ricordate l’infame Gats? Era il trattato per la privatizzazione di ogni servizio vitale del cittadino, dalla Paolo Barnardsanità fino all’anagrafe e all’acqua pubblica. Sepolto dai disumani sforzi di poche Ong internazionali, e di pochi media, è tornato ancor peggio col nome Tisa, oggi in vista di ratificazione. Nel Ttip la cosa in assoluto più micidiale era la clausola che permetteva alle multinazionali di trascinare interi Stati in tribunale se questi obiettavano per l’Interesse Pubblico alle loro condotte commerciali. Questa clausola si chiamava Isds (Investor-State-Dispute-Settlement, cioè Risoluzione di Controversia fra Investitore e Stato). Neppure l’infame Organizzazione Mondiale del Commercio (Wto) era mai arrivata a tanto. Al Wto solo uno Stato poteva trascinare in corte un altro Stato se riteneva che il secondo gli impedisse di far business. Io lo denunciai a Report (Rai3) nel 2000, sono 17 anni fa… La carne ormonata Usa tentava d’infettare l’Europa, ci fu una battaglia al Wto fra Washington e Roma, Londra, Parigi, Berlino ecc.

Nel Ttip la cosa era mille volte più micidiale con l’Isds. Coll’Isds del Ttip la multinazionale Usa delle carni avvelenate poteva direttamente far causa a Roma, Londra, Parigi, Berlino ecc per costringerli a cedere. Cioè, migliaia di multinazionali potevano costringere i singoli Stati a processi infiniti e costosi come una finanziaria nazionale, tutti contro l’interesse dei cittadini che quegli Stati ancora timidamente proteggono. Vi rendete conto cosa significa? Può il governo di Roma permettersi 40 avvocati internazionali a 3.000 dollari al giorno per avvocato per, mettiamo, 250 cause di altrettante multinazionali per 10 anni? Sono 10.000 avvocati a 3.000 dollari al giorno per almeno 10 anni in totale. Fate i conti. E poi se Roma perde, i risarcimenti alle multinazionali arrivano alle migliaia di miliardi di dollari. Fate i conti. Può permetterselo oggi, quando il governo fatica a
trovare gli spiccioli per gli ospedali? E poi anche peggio. Perché con il sistema Isds i processi fra la multinazionale X e lo Stato Y sarebbero stati celebrati in tribunali off-shore, quasi tutti a Londra o New York, non a casa nostra.

Ok, Ttip bocciato, ma quest’infamia della disputa multinazionali contro Stati interi sta rientrando dalla porta di servizio. Non mollano mai, mai! Please, welcome Misds. Oggi abbiamo una bella cosmesi: la Commissione Ue di Jean-Claude Juncker ci riporta la sopraccitata infamia del Pubblico Interesse con un altro nome. Sono stati costretti a questa cosmesi dopo che 3,5 milioni di europei firmarono contro il Ttip affossandolo. I bastardi della Commissione di Bruxelles hanno riformulato il trucco, l’hanno prima fatto rientrare in un trattato minore fra Canada e Ue chiamato Ceta, ma ora per il piacere degli Usa ce lo ripresentano così: Misds è la stessa identica porcata che dormiva in pancia al Ttip e che ho descritto sopra, cioè l’Isds, ma con davanti la parolina Multilaterale (la M). Be’, semplifico: ora viene chiesto allo Stato X di firmare un accordo con lo Stato Y dove entrambi accettano la porcata Isds, mentre prima il Ttip applicava la porcata Isds in massa a tutti gli Stati della Ue senza consultarli. Ohhh che miglioramento! Voi pensate che i parlamentari di Roma, tutti preoccupati dalla battaglia Pd-M5S sui vitalizi, capiranno cosa la “sacra Ue” ci chiede di firmare fra Roma e Stato X, Y, o Z?

Ma peggio: la parola Multilaterale suggerisce che magari Roma abbia gli stessi diritti di far causa alle multinazionali. Macché. La proposta della Commissione lascia tutto come nell’Isds del bocciato Ttip. Saranno solo le mega corporation a poter trascinare in tribunali off-shore i singoli governi. Inoltre, ovvio no?, credete che le Ong o i sindacati possano far causa alle
multinazionali se queste inquinano, causano malattie a migliaia di cittadini o fottono l’occupazione in intere Regioni? Ma va’… Zero. Cosa significa tribunali off-shore? Nella proposta della Commissione significa tribunali che giudicheranno la disputa multinazionale-Stato e che sono composti da giuristi internazionali di provata esperienza nel settore… investimenti. Ma dai? Questi sono al 100% gente come Giuliano Amato, che dal settore pubblico è finito a prendere parcelle milionarie dalla Deutsche Bank, poi è tornato al pubblico. Immaginate l’imparzialità dei giudici del Misds, giuristi che hanno militato anni al soldo della Volkswagen, della Monsanto, della Apple, della McDonald’s, della Unilever, della Dupont, della Thyssen, di Jp Morgan ecc., dove hanno preso milioni, poi tornano all’arbitrariato internazionale nel Misds. Auguri.

Non so se avete capito che razza di mostruosità, da far impallidire ogni porcata che denunciammo sull’Eurozona e Bruxelles, è questo Misds. Ci sono là fuori già 75.000, settantacinque mila, mega corporations che non aspettano altro che la ratificazione del “nuovo” Misds per devastare come mai nella storia il potere di un governo di legiferare nell’Interesse Pubblico. Già oggi, dopo 40 anni di neoliberismo, neomercantilismo, di economicidio Ue, e di tutte le sinistre a baciare le pile del Vero Potere, le leggi per l’Interesse Pubblico sono ridotte a una carcassa di pollo. I bastardi ci divoreranno anche quella col Misds. E sarà sangue come mai prima nella storia (fra 10 anni mi scriverete “Barnard sei un grande! Tu l’avevi detto dieci anni fa…”).

Fonte: (Paolo Barnard, “Misds, scordate l’Eurozona: se passa questo si piange davvero”, dal blog di Barnard del 24 marzo 2017).

L’EUROPARLAMENTO DECIDE DI AUMENTARE A 1,9 MILIARDI LA SPESA DEL PROPRIO BILANCIO (E LO HA FATTO IN SEGRETO)

LONDRA – Il parlamento europeo da sempre e’ sotto accusa per il fatto che spreca i soldi dei contribuenti dei Paesi che malauguratamente hanno aderito alla , tuttavia se qualcuno pensa che adesso abbia iniziato a eliminare alcuni sprechi a dir poco disgustosi, si sbaglia di grosso.

Infatti e’ di pochi giorni fa la notizia che gli europarlamentari hanno deciso in segreto di non discutere le proposte di bilancio per il parlamento europeo per il 2018 e questo perche’ cosi’ possono evitare di discutere in pubblico proposte per nuove speso ingiustificate.

Per capire meglio il perche’ di questa mossa poco trasparente occorre sottolineare che per il 2018 e’ stato proposto un aumento del bilancio del parlamento europeo portandolo a 1 miliardo e 900 milioni di euro e tale aumento di spesa comprende nuovi ristoranti e centri ricreativi nonche’ il pagamento di una scorta di 12 uomini al presidente del parlamento Antonio Tajani.

Tali aumenti di spesa sarebbero stati pesantemente criticati visto che lo stesso parlamento sta imponendo ai paesi della UE misure lacrime e sangue e cosi’ gli europarlamentari hanno deciso di non discutere questa proposta di bilancio pubblicamente.

A proporre questo aumento di spesa e’ stato il segretario generale del parlamento europeo Klaus Welle, un burocrate non eletto il quale vuole anche che vengano spesi soldi per promuovere le elezioni europee del 2019.

Alcuni europarlamentari hanno presentato delle mozioni per bloccare questi aumenti di spesa e tra essi c’e’ l’europarlamentare conservatore Richard Ashworth il quale ha chiesto il motivo per assegnare una scorta a Tajani e criticato la proposta di rinnovare gli uffici del parlamento europeo che sono solo vecchi – si fa per dire, vecchi – di 25 anni e attaccato la decisione di spendere 31 milioni di euro per promuovere le elezioni europee.

Altri europarlamentari hanno attaccato il piano di abbandonare la discussione sul bilancio e tra questi ci sono il francese Jean Arthuis, presidente della commissione bilancio, l’estone Indrek Tarand che ha paragonato questa decisione a quella del politburo sovietico e l’italiano Marco Valli del Movimento 5 Stelle.

Questa notizia e’ stata riportata dal Daily Express, ma completamente censurata dalla stampa del fu Belpaese perche’ farebbe crescere ancora di piu’ l’opposizione alla UE.

Noi ovviamente non ci stiamo e l’abbiamo riportata perche crediamo che gli italiani abbiano il diritto di sapere.

 

Fonte: il Nord – autore: GIUSEPPE DE SANTIS – Londra

LA UE INTRODUCE LA ”REGOLA 165” CHE AUTORIZZA LA CENSURA DI QUALSIASI PARLAMENTARE UE CHE ATTACCHI LA STESSA UE

LONDRA – L’Unione Europea non e’ mai stata un esempio di democrazia e trasparenza e quindi non deve sorprendere se nei giorni scorsi, il parlamento europeo, ha approvato in gran segreto un regolamento che di fatto cancella dal suo sito ogni intervento considerato – ovviamente delle euroburocrazie – razzista o xenofobo.
Al momento i video degli interventi di tutti gli europarlamentari sono online cosi’ che ogni cittadino puo’ vedere questi dibattiti e ovviamente tale strumento e’ molto utile a tutti i giornalisti per scrivere i loro articoli.Ebbene tra poco non sara’ piu’ cosi’.

Infatti nei giorni scorsi il parlamento europeo ha approvato un regolamento noto come regola 165 che da’ al presidente del parlamento europeo il potere di sospendere la trasmissione in diretta e rimuovere dal sito internet del suddetto parlamento l’intervento di ogni europarlamentare che viene considerato razzista, xenofobo o diffamatorio cosi’ che nessuno potra’ sapere se e come tali interventi sono avvenuti.
A volere questa censura e’ stato l’europarlamentare laburista Richard Colbett il quale ha giustificato tale regolamento col fatto che e’ sbagliato offrire una piattaforma a chi semina odio. O per meglio dire a chi critica le malefatte della Ue e le sue folli politiche economiche e finanziarie, senza scordare l’orrore dell’invasione di clandestini in atto da anni
Come e’ facile immaginare tale iniziativa e’ stata fortemente criticata da molti per il fatto che non esiste un criterio oggettivo per definire cosa e’ xenofobo e di fatto c’e’ il rischio di censurare tutto cio’ che e’ sgradito ai parassiti di Bruxelles e a opporsi non sono stati soltanto i politici euroscettici.

Tom Weingaertner, presidente dell’International Press Association, ha usato parole dure per attaccare questa regola che ha definito stupida visto che la censura di tali interventi impedisce ai giornalisti di fare il loro lavoro specie adesso che si parla tanto di bufale online.

Occorre ricordare infatti che sono pochi i giornalisti ammessi al parlamento europeo per assistere ai dibattiti e la maggior parte si basa sui video che sono disponibili online ma da adesso questo non sara’ piu’ possibile.

Questa notizia e’ stata riportata dal Daily Express e usata dagli euroscettici per convincere i cittadini britannici del perche’ bisogna presto uscire dalla UE.

In Italia invece e’ stata completamente censurata ma cio’ che e’ peggio e’ che nessuna sa chi ha votato a favore di questa norma che ricorda molto la censura esistente in Unione Sovietica.

Noi ovviamente non ci stiamo e abbiamo riportato questa notizia perche’ vogliamo che gli italiani sappiano quanto sia nefasta la UE.

 

Autore: GIUSEPPE DE SANTIS

Crolla la grande truffa della sinistra, che ha tradito il popolo

La sinistra non è solo allo sbando – è al completo collasso perché la classe operaia si è accorta del tradimento della sinistra e del suo abbandono della classe operaia per costruire ricchezza personale e potere. La fonte dell’angoscia rabbiosa che scuote il campo progressista del Partito Democratico non è il presidente Trump – è il completo collasso della sinistra a livello globale. Per capire questo crollo, dobbiamo rivolgerci (ancora una volta) alla comprensione profonda che Marx aveva dello Stato e del capitalismo. Non stiamo parlando del marxismo culturale che gli americani conoscono a livello superficiale, ma del nocciolo della sua analisi economica che, come notava Sartre, viene insegnata al solo fine di screditarla. Il marxismo culturale attinge anch’esso da Engels e Marx. Nell’uso moderno, il marxismo culturale indica l’aperto scardinamento dei valori tradizionali – la famiglia, la comunità, la fede religiosa, i diritti di proprietà e un governo centrale limitato – in favore di un cosmopolitismo senza radici e uno Stato centrale espansivo e onnipotente che sostituisce la comunità, la fede e i diritti di proprietà con meccanismi di controllo statalista che impongono la dipendenza dallo Stato stesso, e una mentalità secondo la quale l’individuo è colpevole di pensiero anti-statalista fino a prova contraria, determinata dalle regole dello Stato stesso.

La critica di Marx al capitalismo è di natura economica: il capitale e il lavoro sono in eterno conflitto. Nell’analisi di Marx il capitale ha la meglio fino a che le contraddizioni interne del capitalismo non erodono dall’interno le sue capacità di controllo. Charles Hugh-SmithIl capitale non domina solo il lavoro; domina anche lo Stato. Perciò la versione “statale” del capitalismo che domina a livello globale non è una coincidenza o un’anomalia – è l’unico esito possibile di un sistema nel quale il capitale è la forza dominante. Per contrastare il dominio del capitale sono sorti i movimenti politici socialdemocratici, per strappare alcune misure dalle mani del capitale e volgerle in favore del lavoro. I movimenti socialdemocratici sono stati ampiamente aiutati dal “quasi crollo” della prima versione del capitalismo statale [cartel capitalism] durante la Grande Depressione, quando la cancellazione del debito deteriorato avrebbe comportato la distruzione dell’intero sistema bancario e azzoppato la funzione principale del capitalismo, quella di far crescere il capitale stesso tramite un’espansione del debito.

I padroni del capitale, decimati, capirono di avere un’unica scelta: resistere fino ad essere rovesciati dall’anarchismo o dal comunismo, oppure cedere un po’ della loro ricchezza e del loro potere ai partiti socialdemocratici in cambio di stabilità sociale, politica ed economica. In termini generali si direbbe che la sinistra favorisce il lavoro (i cui diritti sono protetti dallo Stato) mentre la destra favorisce il capitale (i cui diritti sono ugualmente protetti dallo Stato). Ma nel corso degli ultimi 25 anni di neoliberalismo globalizzato, i movimenti socialdemocratici hanno abbandonato il lavoro per abbracciare la ricchezza e il potere che gli venivano offerti dal capitale. L’essenza della globalizzazione è questa: il lavoro viene mercificato mentre il
capitale mobile è libero di girare in qualsiasi angolo del mondo per cercare il costo del lavoro minore possibile. Al contrario del capitale, il lavoro è molto meno mobile, non è in grado di spostarsi fluidamente e senza frizioni come fa il capitale, alla ricerca di opportunità e di scarsità da sfruttare a proprio vantaggio.

Il neoliberalismo – l’apertura dei mercati e delle frontiere – permette al capitale di schiacciare il lavoro senza alcuno sforzo. I socialdemocratici, nel momento in cui abbracciano l’idea dei “confini aperti”, istituzionalizzano l’apertura all’immigrazione; questa disintegra il valore della forza lavoro dato dalla sua scarsità sul mercato interno, e permette di abbassarne il prezzo grazie al lavoro degli immigrati, a tutto vantaggio del desiderio del capitale di abbattere i costi. La globalizzazione, la finanza neoliberale e le politiche di immigrazione determinano il crollo della sinistra e la vittoria del capitale. Ora è il capitale a dominare totalmente lo Stato e le sue strutture clientelari – i partiti politici, le lobby, i contributi alle campagne elettorali, le fondazioni di beneficienza che operano a pagamento, e tutte le altre strutture del capitalismo di Stato. Per nascondere il crollo della difesa economica del
lavoro da parte della sinistra, i sostenitori della sinistra e la macchina delle pubbliche relazioni hanno sostituito i movimenti per la giustizia sociale alle lotte per acquisire sicurezza economica e capitale.

Questo è riuscito alla perfezione, e decine di milioni di autoproclamati “progressisti” si sono bevuti la Grande Truffa della sinistra, secondo la quale le campagne di “giustizia sociale” in nome di gruppi sociali emarginati sarebbero la vera caratteristica distintiva dei movimenti progressisti e socialdemocratici. Questo giochetto da prestigiatore, questo abbraccio delle campagne per la “giustizia sociale” economicamente neutre, ha mascherato il fatto che i partiti socialdemocratici avevano intanto gettato il lavoro nel tritacarne della globalizzazione, dell’apertura all’immigrazione e della libera circolazione del capitale, che intanto era tutto contento dell’abbandono del lavoro da parte della sinistra. Nel frattempo i furboni della sinistra si sono ingozzati delle concessioni elargite dal capitale in cambio del loro tradimento. Vengono in mente i “guadagni” di Bill e Hillary Clinton per 200 milioni di dollari, e innumerevoli altri esempi di arricchimenti personali da parte di autoproclamati “difensori” del lavoro. La sinistra non è solo allo sbando – è al crollo totale – ora che la classe lavoratrice si è svegliata e si è resa conto del tradimento e dell’abbandono da parte di chi si è occupato solo del proprio interesse personale. Chiunque lo neghi non si è ancora reso conto della Grande Truffa della Sinistra.

Fonte: (Charles Hugh-Smith, “Crolla la grande truffa della sinistra”, dal blog “Of Two Minds” del 23 gennaio 2017, ripreso da “Voci dall’Estero”).

AL VIA IN OLANDA LA COMMISSIONE PARLAMENTARE PER DECIDERE SE RIMANERE NELL’EURO O ABBANDONARLO (CENSURA GLOBALE)

euro1E’ ormai un dato di fatto che l’euro sia la causa principale di tutti i problemi economici dell’eurozona e adesso c’e’ chi discute apertamente se e come uscirne.

A tale proposito e’ di pochi giorni fa la notizia che in Olanda sta per nascere una commissione parlamentare che avra’ il compito di decidere sul futuro della moneta unica e vedere se conviene rimanere o uscire dall’euro e a portare avanti questa inchiesta e’ il consiglio di stato, l’organo che fornisce consulenza legale al governo.

L’aspetto sorprendente di questa vicenda e’ che a chiedere questa inchiesta non e’ stato un parlamentare del partito di Geert Wilders bensi’ Pieter Omtzigt, parlamentare euroscettico del partito d’opposizione cristiano democratico, il quale ha motivato questa richiesta col fatto che la politica monetaria della BCE ha danneggiato enormemente l’economia olandese. E quindi è arrivato il momento di vederci chiaro, su questa moneta tossica.

Infatti proprio l’anno scorso un rapporto del parlamento olandese ha stimato in 100 miliardi di euro il danno che i bassissimi tassi di interesse hanno arrecato ai fondi pensione dell’Olanda i quali stanno avendo problemi a pagare le pensioni proprio perche’ i titoli di stato rendono pochissimo, e dato che i fondi pensione investono in modo prudente il capitale versato dagli aderenti, e tra i principali investimenti ci sono appunto i solidissimi titoli di stato olandesi, data l’attuale rendita prossima allo zero per colpa delle scelte di politica finanziaria della Bce, ora sono in grossi guai.

Omtzigt ha dichiarato che l’Olanda e’ pronta a citare la banca centrale europea al tribunale europeo del Lussemburgo, visto e comprovato che la sua politica monetaria voluta da Draghi sta creando danni enormi all’economia olandese.

Tra qualche mese il consiglio di stato si pronunciera’ su questa richiesta e quindi la questione se rimanere o meno nella zona euro verra’ dibattuta in parlamento.

C’e’ chi vede in questa commissione d’inchiesta un tentativo per fermare il Freedom Party di Wilders che attualmente e’ in testa nei sondaggi, ma l’opposizione all’euro e alle politiche monetarie della BCE oramai e’ trasversale quindi anche un’ipotetica sconfitta di Wilders non fermerebbe questa commissione d’inchiesta visto che il partito che ha voluto questa indagine farebbe parte della futura coalizione di governo – per bloccare l’ascesa di Wilders – e quindi a prescindere dai risultati elettorali l’Olanda potrebbe decidere di uscire dall’euro.

Come e’ possibile capire, questa notizia e’ molto importante e non e’ un caso che sia stata ampiamente riportata dalla stampa britannica – oltre che olandese e tedesca – mentre in Italia e’ stata censurata perche’ si vuole ancora far credere che l’euro e’ stato un colossale successo e che tutte le nazioni dell’euro zona applaudono a questa moneta inventata, quando invece sta dilagando anche in Olanda la voglia di abbandonarla.

Noi ovviamente non ci stiamo e abbiamo riportato questa storia perche’ vogliamo una commissione d’inchiesta anche in Italia.

Fonte: ilNord di GIUSEPPE DE SANTIS – Londra